Cavi audio: quali usare e perché

Se invece, tagliassimo un cavo audio sbilanciato, vedremmo che è composto solo da un filo interno avvolto da una maglia o rete che porta la massa. Con questo tipo di cavo potremmo facilmente incorrere nel fenomeno del “ronzio” perché non abbiamo un secondo filo dentro che annulla il ronzio o rumore, ad esempio, una chitarra su un palco, necessita anche di cavi lunghi 5/7 metri e questo porterebbe al fenomeno fastidioso della ronza. Si può annullare il problema usando una D.I. box, di cui parleremo in seguito.

Perché utilizzare cavi sbilanciati allora? Perché alcuni design di strumenti non permettono di usare cavi bilanciati dal principio. Un accorgimento quando si usano cavi sbilanciati è quello di “accorciare le distanze” tra strumento e mixer per esempio.

È molto importante sapere che un solo cavo bilanciato non crea un percorso bilanciato! A partire da dove arriva il segnale audio, a dove corre, a dove arriva, deve essere tutto bilanciato per avere una connessione bilanciata! Se anche solo un componente del percorso è sbilanciato, tutta la connessione sarà sbilanciata! Continuiamo con Cavi audio: quali usare e perché, partendo da due grani divisioni. Cavi analogici e digitali.

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